Bilancio Creval al 6/2017

Care colleghe e cari colleghi,

come di consueto, a ogni presentazione dei dati di bilancio trimestrali/annuali del nostro gruppo, forniamo sintesi di quanto riportato nel comunicato stampa che non tutti avranno avuto il tempo o l’occasione di  leggere.
Accanto ai dati puntuali, si forniscono considerazioni che facilitano la comprensione della particolare dinamica economico/patrimoniale che ci sta coinvolgendo tutti.
Quello che risulta evidente dalla riclassificazione dell’H2 2017 è che mentre la Banca sta consolidando il settore crediti per ridurne la rischiosità si è persa di vista la mission stessa di un istituto commerciale che , appunto dovrebbe essere l’azione di vendita (da effettuarsi naturalmente secondo i dettami dell’accordo nazionale sulle politiche commerciali sottoscritto da ABI e OO.SS. lo scorso 8 febbraio; gli unici che consentono di ottenere una crescita sostenibile nel medio periodo)
Si soffre dal lato dei ricavi perché non si riesce a intercettare nuova clientela e non si ha un’offerta (per costi-condizioni e qualità),  che possa invogliare, sia i clienti acquisiti che i prospects, ad accendere rapporti o ad acquistare prodotti della banca.
Il risultato è che la rete sta tenendo le quote di mercato con i denti facendo estrema fatica ma non riesce a fare reddito non avendo strumenti per lavorare… oddio, no, gli strumenti ci sarebbero pure e gli investimenti nell’infrastruttura tecnologica degli ultimi anni sono stati massicci creando una piattaforma che potrebbe essere una killer application nell’attività commerciale ma senza prodotti concorrenziali tutto resta sospeso in un mero tentativo, non sufficiente, di  mantenimento delle quote di mercato.
Se si confrontassero i dati con quelli di altre realtà, infatti, non ci sarebbero grandi criticità nel consolidamento dei conti e nella tenuta degli stessi se il numeratore dei vari ratios fosse in crescita, il vero nodo per il futuro, infatti, sta nella riacquisizione della redditività e, quindi, nel rilancio dell’azione commerciale, cosa che permetterebbe di superare tante criticità e, pure, di permettere una maggiore crescita professionale ai dipendenti che si trovano sempre più “imbalsamati” e scoraggiati.
Non vorremmo infatti che questo immobilismo da parte del nostro management  sia il preludio ad un’ulteriore richiesta di sacrifici ai lavoratori per far quadrare il bilancio guardando unicamente alla componente costi come è stato fatto negli ultimi anni.
Per una sempre maggiore consapevolezza

COORDINAMENTO UILCAcreval-2q-2017

Gruppo Bancario Credito Valtellinese

 

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