OUTSOURCING? … NO GRAZIE!

 È notizia di questi giorni (la scorsa settimana si sono tenuti i relativi incontri formativi) che lunedì 18.3 è stata estesa ulteriormente l’esternalizzazione dell’istruttoria dei mutui a privati che finora riguardava solo alcune Direzioni Territoriali pilota.

Non è la prima esternalizzazione alla quale assistiamo nel nostro gruppo ma è senz’altro quella che ci preoccupa di più perché non riguarda lavorazioni che potrebbero essere considerate accessorie ma è un’attività prettamente bancaria e che coinvolge un grande numero di colleghi.

Le organizzazioni sindacali manifestano viva preoccupazione per le ricadute sulla professionalità dei lavoratori interessati che viene ancora una volta mortificata.

Infatti, nelle zone in cui questa operatività è già iniziata i colleghi coinvolti ci riferiscono di essere diventati poco più che dei “passacarte” tra il cliente e la società che istruisce le pratiche; pratiche fatte tra l’altro in modo tutt’altro che ineccepibile, tanto che molto spesso bisogna rimetterci le mani con un inevitabile allungamento dei tempi di risposta al cliente con il rischio concreto di perdere l’operazione.

Possiamo senz’altro affermare che questo tipo di politica aziendale va ad impattare sensibilmente anche sul morale dei colleghi, aspetto questo non secondario in un momento in cui c’è bisogno di tutti per il rilancio della nostra banca.

L’uso smodato delle pressioni commerciali associato alla carenza di spinte motivazionali non produce risultati se non nel brevissimo periodo;  nell’interesse di tutti, azienda compresa, sarebbe invece doveroso adottare scelte di più ampio respiro utilizzando la formazione come

strumento per investire nella creazione di professionalità interne senza dover ricorrere ad esternalizzazioni costose e molto spesso controproducenti.

Abbiamo quindi intenzione di chiedere un incontro urgente all’azienda per avere tutti i chiarimenti del caso ed esplicitare la nostra posizione molto netta sul fatto che qualsiasi esternalizzazione non debba avere alcun tipo di ricaduta sul personale

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IL GRANDE INGANNO DEL SISTEMA INCENTIVANTE 2018

 Cara/o collega,

il 21/02/2019, nel corso di un collegamento webinar, rispondendo alla domanda di un collega che chiedeva lumi circa il Sir 2018, l’ex AD Mauro Selvetti ha comunicato in maniera alquanto distaccata che, non essendo stato raggiunto l’obiettivo minimo del 150% dell’indice LCR (Liquidity Coverage Ratio, l’indice di liquidità a breve termine), il sistema incentivante non sarebbe stato attivato.

LCR è un indice di liquidità che ha ben poco a che vedere con l’azione richiesta e profusa dalla rete commerciale. È stato poi mai spiegato ai colleghi? NO, è stato solo chiesto loro di correre, RUN, RUN, RUN… fino all’ultimo giorno del 2018. E per cosa poi? Per rimanere con il fiato corto e un pugno di mosche in mano? 

Ecco che, di fronte all’ennesimo inganno, assume importanza decisiva, per il mantenimento di normali e corrette relazioni sindacali, la richiesta delle OO.SS., datata 29/10/2018, del PREMIO AZIENDALE (cosiddetto VAP), avendo l’azienda chiuso l’esercizio 2018 in utile.

Affrontare con urgenza con le funzioni aziendali la questione del PREMIO AZIENDALE potrà in qualche misura cercare di compensare l’immenso sforzo compiuto da TUTTE LE COLLEGHE E I COLLEGHI DEL GRUPPO CREVAL. Il 2018 è stato un anno difficile, con un sofferto accordo sul “cost saving” in parte interpretato diversamente dall’Azienda – vedi indennità pendolarismo -, ulteriori chiusure di filiali, giornate di solidarietà a zero, trasferimenti di personale a volte inconcepibili e crescenti pressioni commerciali nonché, non dimentichiamolo, la decisione unilaterale dell’Azienda di non versare più nulla per il personale in quiescenza alla Mutua Interna. Sono tutti problemi irrisolti. E intanto si profila al prossimo orizzonte l’ennesimo Piano industriale, dove si parla ancora di tagli ai costi del Personale.

Le colleghe e i colleghi del Gruppo Creval in questi anni hanno dovuto affrontare sacrifici enormi che ad oggi non sono stati minimamente ricompensati. È il momento di cambiare rotta!  Chiediamo che l’azienda se ne renda conto assumendosi le proprie responsabilità! Diversamente le OO.SS. valuteranno insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del Gruppo Creval le azioni da intraprendere !

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