Creval Q3 2017

 

Cara collega e caro collega,
da sempre la Uilca segue da vicino l’andamento di bilancio della nostro gruppo ed, a ogni presentazione dei dati trimestrali/annuali, fornisce sintesi di quanto riportato nel comunicato stampa che non tutti avranno avuto il tempo o l’occasione di  leggere, anche se riteniamo che dopo l’annuncio del nuovo Piano Industriale, vista anche la brusca reazione dei mercati tutti noi siamo ora molto più attenti allo sviluppo della situazione del Gruppo Bancario Credito Valtellinese.
Accanto ai dati puntuali, si forniscono considerazioni che facilitano la comprensione della “particolare” situazione economico/patrimoniale che ci sta coinvolgendo tutti.

I dati indicano che la banca, non senza difficoltà, è orientata ad un consolidamento patrimoniale.


Anno su anno, lo stock dei crediti verso la clientela è diminuito anche in seguito alla cessione del pacchetto di NPE (operazione Elrond) il cui onere ha generato però un forte impatto sia capitale che sugli utili facendo così schizzare il cost income ratio ben  al di sopra del punto di pareggio.
Positivo peraltro è l’andamento dei crediti tra Q2 e Q3, in crescita di oltre il 2%, ma il dato più importante è rappresentato dalla sostanziale tenuta del margine di interesse trimestrale (mediamente oltre 90mln/trim.) in presenza di crediti dubbi in continuo calo cosa che sta a significare semplicemente un miglioramento nella qualità del credito erogato.
Un positivo margine d’interesse e commissionale, in assenza di un bouquet di prodotti competitivi in offerta, mostra che il richiesto rilancio di una assai forte redditività passa per la rete commerciale e nei servizi a supporto e ciò è da tener ben presente nella elaborazione delle strategie di rilancio prevista dal Piano Industriale 2018 – 2020.
L’aumento del capitale “monstre” di €700mln annunciato nel recente programma triennale (da alcuni analisti definito “non banale” per l’impegnativo importo rispetto alla capitalizzazione di borsa), è il presupposto di un piano che, a detta del DG, dovrebbe consentire all’Azienda di “voltare pagina, di pulire i bilanci e di rilanciare l’azione commerciale, la redditività e, a quel punto, anche l’immagine sui mercati”.
Il piano è ambizioso e di non semplice realizzazione (vedasi le tensioni al riguardo che hanno subito il titolo azionario e le obbligazioni subordinate), ma se realizzato, dovrebbe consentire ai coefficienti patrimoniali di posizionarsi su livelli ben più alti (addirittura tra i migliori di tutto il sistema  bancario nazionale) rispetto a quelli risultanti dopo le cartolarizzazioni avvenute nei mesi scorsi.
Per queste ragioni non troviamo delle motivazioni plausibili all’idea di effettuare ulteriori risparmi sul personale in quanto economie marginali e scarsamente utili al recupero di redditività: varrebbero meno del 16% dell’utile ipotizzato già per il 2018 e meno del 9% rispetto all’utile previsto per il 2020; 
ed inoltre contribuirebbero a mettere ulteriormente sotto pressione i colleghi che, una volta stabilizzato l’aspetto patrimoniale, diverrebbero l’asset principale per il rilancio della Banca.
CREVAL   3°  trim. 2017
(importi in migliaia) giu-17 set-17 variazione % set-16 variazione %
crediti clientela 16.857.488 17.209.106 (A) 351.618 2,09% 17.813.992 -604.886 -3,40%
attività e pass finanziarie 5.061.749 5.119.774 58.025 1,15% 5.099.355 20.419 0,40%
attività in via di dismissione 507.709 6.928 -500.781 0 6.928
totale attivo 25.393.944 100% 24.977.612 -416.332 -1,64% 26.080.615 -1.103.003 -4,23%
raccolta diretta clientela 20.023.354 19.896.215 -127.139 -0,63% 21.103.638 -1.207.423 -5,72%
raccolta indiretta clientela 11.715.846 11.918.266 202.420 1,73% 11.429.039 489.227 4,28%
di cui: risp gestito 7.504.682 7.597.517 92.835 1,24% 7.126.714 470.803 6,61%
raccolta globale 31.739.200 31.814.481 75.281 0,24% 32.532.677 -718.196 -2,21%
patrimonio netto 1.548.538 6,10% 1.361.025 -187.513 -12,11% 1.964.578 -603.553 -30,72%
note
(A) Da un confronto del dato “crediti” del Q3 sul Q2, sembrerebbe ripreso un certo dinamismo nelle vendite (nuove erogazioni 
 per 1.662mln fanno registrare crescita netta di 351mln) ma lo stock complessivo non ha ancora raggiunto l’ammontare registrato
a fine 2016 (-1,8%) . Analogo trend segue la raccolta globaleche, seppur in crescita di 75mln sul Q2 2017, segna un – 2,74% sul dato 
putuale di fine 2016.
Le attività in via di dismissione si riducono  principalamente per l’eliminazione contabile del portafoglio Elrond (cartolarizzazione
di 1,4mln€ di npl) formalizzata il 14 luglio scorso.
La consistenza patrimoniale si fa più sottile  assestandosi ora sul 5,45% degli asset totali; il dato contabile, copre ca il 63% dei crediti 
 deteriorati netti sommando ca. 7,5 volte la capitalizzazione di borsa del 13 novembre.
set-17 set-16
patrim vig base/att risk ponderato 10,50% 9,40% 12,40%
patrim vigilanza/att risk ponderato 12,50% 11,30% (B) 13,70%
note
(B) indici patrimoniali su valori superiori ai limiti richiesti da vigilanza ma con tendenza alla riduzione
raccolta indir cl/raccolta globale 36,90% 37,50% 35,10%
risparmio gest/raccolta indiretta 64,10% 63,70% 62,40%
raccolta diretta/totale passivo 78,90% 79,70% 80,90%
impieghi clienti/raccolta diretta 84,20% 86,00% (C) 84,40%
impieghi clienti/totale attivo 66,40% 68,50% 68,30%
note
( C) il dato evidenza l’impegno profuso dalla rete commerciale set-17 set-16
vaziazione % variazione
crediti in sofferenza 609.244 621.445 12.201 2,00% 1.216.995 -595.550
crediti dubbi 1.760.193 1.554.420 -205.773 -11,69% 2.106.748 -552.328
crediti soff/crediti clienti 3,60% 3,60% 6,80% -3,20%
crediti deteriorati netti 2.369.437 2.175.865 (D) -193.572 -8,90% 3.323.743 -1.147.878
altri crd. Dubbi/cre clienti 10,40% 9,10% 11,80% -2,70%
crediti det. Netti/cred. Cl 14,10% 12,70% 18,70% -6,00%
copertura crediti in soff 61,00% 61,50% 53,90% 7,60%
copertura altri cred dubbi 28,40% 35,10% 28,00% 7,10%
copertura crediti deteriorati 41,00% 45,80% 40,30% 5,50%
costo del credito 3,48% 2,71% (E) 2,86% -0,15%
nota
(D) Migliorano sia il dato sui crediti deteriorati netti che il grado di copertura influenzato da una nuova policy
 per la valutazione delle attività finanziarie   deteronrate.
(E) Il  costo del credito permane a valori che richiedono maggiori volumi di vendite o condizioni
remunerative in conflitto  con quanto disponibile sul mercato.
dipendenti 3938 3964 (F) 26 4108 -144
filiali 438 439 (F) 1 526 -87
cost income ratio 69,40% 124,70% (G) 66,70% 58,00%
nota
(F) Il dato sul personale non contempla la prossima collocazione al fondo di solidarietà (74 colleghi)  concordata con action p. 2017-2018
per  dicembre pv; parimenti il numero delle filiali non tiene conto delle chiusure  palesi o mascherate già programmate per il corrente
novembre mese  (27). Da evidenziare che il piano industriale 2018 -2020 prevede la riduzione del numero di sportelli a 350 unità generando 400 esuberi
non completamente coperti da riconversioni professionali(55)  o sostenuti dal fondo di solidarietà (170):per matenere in organico altri 175 colleghi,
 viene ipotizzata la rivisitazione di alcune specifictà del coontratto integrativo (DG 7/11 scorso)
(G) Stante un reddito operativo negativo, il rapporto esprime un valore indice di necessari efficentamenti.
giu-17 set-17 variazione % set-16 variazione
magine interesse 198.772 294.610 95.838 48,22% 315.925 -21.315
risultato gestione finanizaria 10.810 -229.733 -240.543 ####### 20.280 -250.013
proventi operativi   365.632 296.333 -69.299 (H) -18,95% 558.911 -262.578
spese del personale 134.315 202.383 68.068 50,68% 218.829 -16.446
rett att immateriali 13.854 21.217 7.363 53,15% 24.442 -3.225
oneri operativi 255.880 379.052 123.172 48,14% 383.912 -4.860
risultato gestione operativa 109.752 -82.719 -192.471 -175,37% 174.999 -257.718
rettifiche ai crediti 369.013 386.060 17.047 4,62% 388.691 -2.631
rettifiche avviamento 0
uile partecipazione 0
utile di cessione partecip 68.780 68.877 97 26.261 42.616
utile lordo -190.523 -400.583 -210.060 110,25% -188.259 -212.324
utile netto -193.000 -400.457 -207.457 107,49% -133.090 -267.367
utile del periodo -194.828 -402.616 -207.788 106,65% -136.046 -266.570
nota
(H) Il negativo risultato della gestione finanziaria (sconta gli oneri dell’operazione di cartolarizzazione Elrond) non viene compensato
dalla redditività della gestione “core” a testimonianza dell’insufficienza delle masse intermediate. Per  la prima volta l’attività trimestrale
genera un reddito operativo negativo (vedasi rapporto cost/incom)
I primi 9 mesi del 2017 vengono conseguentemente  chiusi con un risultato ampiamente in rosso: la più non procastinabile pulizia contabile sui crediti
(oneri cartolarizzazione Elrond pari a 243mln + 386mln di ulteriori rettifiche), NON sostenuta da sufficiente capacità di reddito,
 non consente di generare di ricchezza, ma al contrario,  erode patrimonio che il management intende ripristinare 
principalmente attraverso un aumento di capitale di 700mil (action plan 2018-2020). Da evidenziare che al negativo dato finale (-402.616)
si è pervenuto dopo aver introitato ricavi extragestionali per ca. 69mln che il Cda prevede di riproporre anche per il prossimo triennio (60mln)
unitamente ad una ulteriore compressione nel costo sul personale che su base annua registra già un signficativo decremento del 7,5%

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